SISTEMA DI SUPPORTO
La solitudine è una costante nelle esperienze di molte persone transgender che conosco. Non è soltanto un’emozione, ma una condizione radicata nella mancanza di riferimenti, dalla difficoltà dell’essere visibili, nelle istituzioni che restano inaccessibili. C’è un’assenza che non è solo personale, ma collettiva.
Eppure, anche in questo spazio incerto, si creano connessioni. Credo nell’esistenza e nella creazione di reti di supporto che non sono codificate, che non hanno strutture precise, ma che prendono forma nel contatto tra le persone. Nei gesti, negli sguardi, nella capacità di riconoscersi e sostenersi a vicenda. È un equilibrio fragile, che non è garantito per tuttə e che non sempre regge, ma quando esiste, esiste davvero.
Con questi scatti ho cercato di restituire questa tensione: il contrasto tra l’assenza di un sistema di riferimento e la possibilità concreta, anche se instabile, di costruire un sostegno reciproco. Una presenza che si manifesta nella prossimità fisica, nel peso condiviso, nel fatto di esserci l’unə per l’altrə.





